La Conca Aquilana

La Conca Aquilana: da simbolo di fatica a icona di design
Nelle case dell’Aquila e dei borghi circostanti, c’è un oggetto che non manca mai: la conca in rame. Se un tempo era lo strumento indispensabile per attingere l’acqua dalle fontane del paese, oggi la conca ha saputo reinventarsi, diventando un elemento d’arredo raffinato e ricco di storia.
Un pizzico di storia
La conca è il simbolo per eccellenza dell’Abruzzo rurale. Tradizionalmente veniva portata sulla testa dalle donne (le “portatrici”), in perfetto equilibrio sopra un cercine di stoffa chiamato manoppia o cercine.
Ma non era solo un contenitore: la conca era parte della dote di una sposa. Riceverne una in regalo significava augurare prosperità e abbondanza alla nuova famiglia. Realizzata rigorosamente a mano dai ramai, la sua forma è studiata per la massima stabilità e funzionalità.
Le forme della tradizione: Quale scegliere?
Sebbene il design di base sia iconico, esistono diverse varianti che influenzano il modo in cui arredano uno spazio:
La Mini-Conca: versioni in scala ridotta, nate originariamente come souvenir o bomboniere, oggi amatissime per decorare mensole, scrivanie o piccoli angoli della casa.
La Conca Classica: caratterizzata dal corpo panciuto, il fondo piatto e le due anse (manici) mobili fissate con borchie in ottone. È la più versatile per le decorazioni floreali.
La Conca “Martellata”: presenta una lavorazione a piccoli colpi di martello sulla superficie che crea giochi di luce unici. Perfetta per ambienti che richiedono un tocco di lucentezza in più.


Un ponte tra passato e presente: il fascino del rame e dei fiori
Oggi la sfida è riuscire a onorare questa storia senza lasciare la conca “vuota” o relegata a un angolo polveroso. Il rame, con i suoi riflessi caldi che virano dal rosato all’arancio scuro, crea un contrasto magnetico con gli elementi naturali.
Qui a M’Ama Non M’Ama, amiamo giocare con questa dualità. Utilizzare fiori essiccati e stabilizzati all’interno di una conca antica significa creare un ponte tra passato e presente:
- Eternità: come il rame dura “per sempre”, i fiori stabilizzati mantengono la loro bellezza per anni senza bisogno di manutenzione.
- Texture: il metallo duro, liscio e freddo della conca contrasta perfettamente con la morbidezza dei fiori stabilizzati come l’ortensia, le pampas, il miscanthus ad esempio.
- Personalizzazione: ogni conca ha la sua “voce”. Una conca antica con una patina scura chiama toni naturali e caldi; una conca lucida si sposa divinamente con i bianchi puri e le essenze grigie.
Portare una conca fiorita in casa non è solo arredare: è custodire, esaltare e reinterpretare un pezzo di storia aquilana, con la delicatezza dei fiori secchi e stabilizzati che non appassiscono “mai”.
Hai una storia da raccontare che riguarda la tua conca aquilana? Scrivicelo nei commenti e mandaci le tue foto.

Foto in copertina: Paolo Cautilli, archivio personale.
In alto: “Le Concare di Tempera”, Debora Persichetti, 2006-07. Incisione calcografica in acquaforte, acquatinta, ceramolle.
Foto conche aquilane con fiori stabilizzati: M’Ama Non M’Ama.

