Cottora floreale aquilana

La Cottora floreale aquilana: il cuore pulsante della tradizione

Se la conca evoca l’andare e venire delle donne alle fontane, la cottora, detta anche “callara” o “cutturu” a seconda delle zone, ci riporta immediatamente al focolare, al calore della famiglia riunita e ai sapori schietti della nostra terra. Questo robusto paiolo in rame, con la sua inconfondibile forma bombata, è molto più di un semplice utensile da cucina: è un custode di ricette antiche e di momenti conviviali che affondano le radici nella storia aquilana.

Un nome, mille storie: la Cottora e i suoi “fratelli”

È interessante notare come questo prezioso recipiente, pur mantenendo la sua funzione primaria, abbia assunto nomi diversi anche all’interno della stessa provincia. A seconda della zona o della specifica preparazione, potresti sentirlo chiamare:

  • Cottora: il termine più diffuso, soprattutto nell’Aquilano, che evoca immediatamente la cottura lenta e prolungata.
  • Callara: è forse il termine più viscerale, usato spesso nelle zone più interne per indicare quel grande contenitore di rame che ribolle sul fuoco.
  • Cutturu: una variante dialettale che sa di montagna e di pascoli, un termine che riporta alla mente i racconti dei nonni davanti al camino.
  • Paiolo: Un termine più generico, ma comunque utilizzato per indicare il grande recipiente in cui si prepara la polenta.
  • Calderaio: meno comune per la versione domestica, ma che sottolinea l’origine del mestiere di chi lo produceva, il “calderaio” o ramaio.

Indipendentemente dal nome, la sua essenza rimane la stessa: un recipiente pensato per le cotture lente e a fuoco vivo, capace di distribuire il calore in modo uniforme, esaltando i sapori di ogni ingrediente.

Il Compagno Indispensabile delle Grandi Occasioni (e non solo!)

Nessuna festa paesana, sagra o semplice riunione familiare in Abruzzo sarebbe completa senza di lei. La cottora è l’indiscussa protagonista di piatti che hanno segnato la nostra cultura gastronomica:

Fagioli con le Cotiche: un altro piatto della tradizione contadina, nutriente e saporito, che nella cottora trova la sua dimensione ideale, permettendo una cottura lenta che amalgama perfettamente tutti gli ingredienti.

La Polenta: Il classico dei classici. Girata sapientemente con la “cucchiara” (il lungo cucchiaio in legno) o direttamente con “ju mattareju” (il mattarello di legno), la polenta nella cottora acquista una cremosità e un sapore ineguagliabili, spesso servita con sughi ricchi a base di carne o salsiccia versato con “ju cuppino”. Si era soliti stendere la massa cotta su la “spianatora” (la spianatoia di legno.

La Pecora alla “Cottora”: in piatto iconico e robusto, tipico delle nostre montagne. La carne di pecora, cotta lentamente per ore con erbe aromatiche e patate, diventa tenerissima, assorbendo tutti i profumi.

Il rito del Treppiede e il legame con la Transumanza

Anticamente, la cottora non poggiava mai direttamente a terra o sulle braci. Veniva sospesa con maestria su un solido treppiede in ferro battuto (il tripode), che permetteva di regolare l’altezza dal fuoco e garantire una cottura lenta e costante.

Questo sistema era fondamentale durante la Transumanza. I pastori aquilani, nel loro lungo viaggio verso le Puglie, portavano sempre con sé una “callara”. Era l’unico strumento capace di sfamare un’intera carovana: appesa sopra un fuoco di fortuna lungo i tratturi, diventava il centro del mondo per i pastori, l’unico luogo dove la fatica del cammino si scioglieva nel vapore di una zuppa calda o della carne di pecora.

Dalla cucina antica al design contadino moderno

E se la tua cottora ha smesso di cucinare, perché non farla fiorire? A M’Ama Non M’Ama amiamo trasformare questi oggetti carichi di memoria in splendide fioriere d’interni. Con composizioni di fiori essiccati e stabilizzati, possiamo creare allestimenti che rispettano la sua storia rustica, aggiungendo un tocco di eleganza senza tempo. Immagina un’esplosione di ortensie naturali o spighe di grano essiccate che emergono dal rame brunito: un omaggio alla terra che non smette mai di fiorire.

E tu come la chiami nel tuo paese? Hai una storia da raccontare che riguarda la cottora? Scrivicelo nei commenti e mandaci le tua foto.

Articoli simili